
Il pavimento pelvico è una entità anatomico funzionale ben specifica che riveste, nella donna, un ruolo centrale e fondamentale nell'espletamento della minzione e della defecazione, ma anche del parto e della sfera sessuale ed emozionale.
Per molti anni, i tabù culturali e religiosi e le scarse conoscenze scientifiche hanno messo in secondo ordine i disturbi legati ad un cattivo funzionamento del pavimento perineale ma oggi, grazie ad una maggiore sensibilità di ostetriche, medici specialisti, fisioterapisti, infermieri, riviste scientifiche e mondo culturale oltre che dell'informazione, vi è stata una esplosione di incontri, dibattiti, momenti di divulgazione e progressi diagnostici terapeutici in questo ambito.
Quando il pavimento pelvico perde la sua forza e la sua tonicità, gli sfinteri e gli organi pelvici ne risentono e si possono verificare:
Tra le cause possono rientrare:
La perdita incontrollata di urina con spesso la necessità di uso di assorbenti è il classico disturbo che si trova assai di frequente nella popolazione femminile, circa una donna su tre ne soffre tra i 35 e 50 anni ed una su due dopo i 50.
Spesso vi sono ripercussioni sulla qualità della vita, sulla partecipazione sociale, sulla percezione di femminilità e di autostima, sul rapporto con il partner e con il mondo esterno, creando pudore, tabù e chiusura nella donna stessa.
Prevenzione e riabilitazione sono le parole chiave anche dal punto di vista delle evidenze scientifiche. Quest’ultime mettono in evidenza la necessità nei corsi preparto -ma anche dopo la gravidanza, nei corsi per la menopausa e nelle attività di palestra- della conoscenza del perineo e dell’educazione delle fibre muscolari a lavorare in coordinazione con la respirazione, l’allungamento rachideo, il lavoro del bacino, il rilassamento e le attività della vita quotidiana.
La riabilitazione perineale con metodiche manuali e strumentali come la SEF (stimolazione elettrica funzionale con sonda vaginale) permettono un miglioramento della tenuta e della selettività muscolare perineale tanto da essere indicate dalle linee guida internazionali come primo approccio da seguire nei casi di incontinenza da sforzo e anche in forme miste.
In aggiunta alla terapia medica e chirurgica, sono indicati approcci sempre più interdisciplinari e multiprofessionali (ginecologo, urologo, proctologo, radiologo, fisioterapista).
L'interesse nello specifico settore, a fronte di una carenza di risposta terapeutica, impone una divulgazione ed uno sforzo educazionale a più persone da parte di tutti gli operatori specifici, di qui i momenti di incontro promosse in vari ambiti. Ed accanto a cenni di anatomia e fisiopatologia e trattamenti non dovranno mancare i richiami all'intimità, al rispetto ed all'emotività che questa struttura impone.
Bibliografia
ICI: International consultation on Incontinence
Paolo Di Benedetto, “Riabilitazione uro-ginecologica”, Edizioni Minerva
Dott. Giorgio Pagni
Welfare Italia Bologna
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