
Lavorare sul nostro girovita non è solo un fatto estetico!
Spesso, quando le funzioni digestive vanno fuori fase non solo si creano disagi fisici e inestetismi ma la conseguenza è anche un disagio psicologico. Quando ciò accade è normale cercare rimedio nella scelta alimentare, ma tra un grande numero di proposte può diventare difficile scegliere correttamente.
Una buona proposta per ritrovare la salute deve sicuramente considerare che ogni persona è diversa e di conseguenza se si vuole cambiare abitudini in maniera stabile si ha bisogno di un approccio rispettoso che indirizza verso le scelte giuste ma che nello stesso tempo aiuti a coltivare una buona autoconsapevolezza per diventare sempre più sensibili e sicuri nelle proprie scelte.
È sbagliato pensare che lo stato di benessere del nostro “centro vitale” dipenda solamente da cosa mettiamo in bocca, la sua salute è strettamente collegata alle nostre attitudini, al nostro stato psichico e alla nostra forma fisica.
Bevi il cibo e mastica le bevande
M.K Gandhi
Nella digestione giocano un ruolo fondamentale i nostri sensi cognitivi: in maniera più diretta l’olfatto, il gusto e la vista, in maniera più sottile il tatto e l’udito.
La secrezione ghiandolare inizia già quando vediamo il cibo, quando sentiamo il profumo e anche quando i nostri ricordi richiamano sapori già conosciuti: il senso del gusto non dipende solo dalle papille gustative ma è strettamente collegato al profumo del cibo.
In bocca, il cibo viene triturato dai denti e mescolato con la saliva con l’aiuto della lingua. Per ottenere una migliore digestione bisogna masticare a lungo in modo da dividere il cibo in frammenti piccolissimi prima di ingerirlo, cosi facendo diventa più facile deglutire e le secrezioni ghiandolari presenti all’interno della bocca, nello stomaco e nell’intestino ricevono una maggiore superficie per elaborare e trasformare il cibo. Questo processo non solo velocizza la digestione, ma migliora l’assimilazione dei nutrienti e ci dà la possibilità di scoprire i gusti fino in fondo allenando la nostra sensibilità e ricettività verso sapori più genuini.
Masticare a lungo richiede tempo e crea automaticamente la possibilità al nostro cervello di segnalare in tempo reale che si è soddisfatti, limitando il rischio di terminare il pasto stanchi e appesantiti.
L’idea che viviamo in qualcosa chiamato “l’ambiente” è assolutamente assurda.
Il mondo che ci circonda è anche dentro di noi, lo mangiamo, lo beviamo e lo respiriamo, è osso delle nostre ossa e carne della nostra carne.
Wendell Berry
La nostra digestione non dipende solo dalla qualità del cibo che mangiamo, il nostro stato d’animo durante il pasto gioca un ruolo importantissimo. Se l’attenzione si trova altrove non si sta affatto mangiando quel cibo ma si sta ingerendo ciò che sta occupando la nostra attenzione. Questo vuol dire che se stiamo mangiando mentre siamo arrabbiati, stiamo ingerendo la rabbia; se mangiamo mentre stiamo guardando la TV stiamo ingerendo il programma televisivo, se mangiamo mentre stiamo conversando stiamo ingerendo quella conversazione.
Questo per dire che l’appuntamento con il cibo è un momento nel quale la persona si trova in uno stato particolarmente ricettivo, dovrebbe essere un momento sacro.
Solo coloro che hanno una grande forza di volontà possono dominare le tentazioni…
L’insegnamento dello Yoga indica la zona del girovita come il centro energetico Manipura Chakra, il nostro centro vitale che, come abbiamo visto, governa il processo vitale della digestione e del metabolismo del cibo.
Simboleggia in questo modo il centro dell’assimilazione, distribuzione e trasformazione.
La posizione centrale nel corpo di Manipura Chakra mette in relazione i centri energetici che risiedono nella parte bassa del corpo (responsabili delle nostre reazioni più viscerali e inconsce) con i nostri centri energetici superiori (dove risiedono le nostre capacità sensoriali, emozionali e cognitive).
Un buon funzionamento di Manipura Chakra mette in equilibrio i centri energetici.
La pratica dello yoga offre una serie di esercizi che stimolano il nostro “centro vitale”.
Una buona pratica dovrebbe lavorare sulla muscolatura addominale per mantenerla elastica e morbida, tonificando ed elasticizzando la muscolatura del girovita migliorando la circolazione del sangue e apportando ossigeno e nutrimento ai tessuti. I movimenti devono aiutare a sciogliere le tensioni che si accumulano spesso in questa zona favorendo un movimento libero del diaframma.
Diverse posture dello yoga massaggiano il tratto gastro-intestinale, stimolando gli organi interni e le ghiandole di questa regione che intervengono nel processo digestivo migliorando l’assimilazione del cibo.
Una pratica mirata si colloca in modo privilegiato a stomaco vuoto prima del pasto più importante a metà giornata.
Suzann Jonsson, insegnante di yoga presso Vera Salus, Segrate